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Le mie ricerche sono niente di più che un contenitore in cui riunisco le varie fonti che trovo su internet sparpagliate su siti d'ogni tipo e se ho fortuna anche da fonti bibliografiche. Lo faccio come se questo fosse un quaderno d'appunti dal quale ogni tanto potermi rileggere le lezioni, e lo faccio perchè i blogs sono molto più facilmente rintracciabili nelle ricerche rispetto ai siti normali. Quindi spero d'essere d'aiuto a chi fa le mie stesse ricerche, facendogli un breve rissuntino.

lunedì, 15 giugno 2009

ARCHEOLOGIA PROIBITA

ARTICOLO INTERESSANTISSIMOTRATTO DA

ARCHEOMISTERI

ARCHEOLOGIA PROIBITA

Quello che la scienza preferisce ignorare. Scoperte, tradizione, establishment accademico.
 


di Michael A. Cremo
Questo testo trae ispirazione da quanto riportano le antiche fonti sanscrite dell'India, generalmente indicate come "Veda" o "letteratura vedica".
Fra gli scritti vedici tradizionali abbiamo i "Purana" o "storie", che raccontano della nascita e dello sviluppo della vita e della civiltà umana sul nostro pianeta in un ciclico corso e ricorso di centinaia di milioni di anni.
L'unità base di tali cicli epocali è chiamata "il Giorno di Brahma", dal nome della omonima divinità indù, la cui durata è 4,3 miliardi di anni.
Il "Giorno di Brahma" è seguito da una "Notte di Brahma", che dura altrettanto. Alla Notte segue un Giorno, in una successione senza fine. Durante il Giorno la vita, inclusa quella umana, si manifesta nell'universo, ma ciò non avviene durante la Notte.
In base agli antichi calendari sanscriti, oggi dovremmo trovarci da circa 2 miliardi di anni nell'attuale Giorno di Brahma. L'archeologia vedica si attenderebbe dunque di trovare tracce di vita umana già circa 2 miliardi di anni fa. Il perché è presto detto.
Le storie dei Veda ci parlano anche di uomini-scimmia.
L'idea di uomini-scimmia non è dunque stata inventata dagli scienziati europei del XIX secolo, dal momento che già migliaia di anni fa i saggi che redassero i Veda ne fecero specifica menzione. Però secondo loro con questi esseri coesistevano anche uomini come noi e dunque l'uomo non discenderebbe dalla scimmia, bensì avrebbe convissuto con tali creature addirittura per centinaia di milioni di anni.
I concetti sulla evoluzione e la storia umana di cui sopra sono in ogni caso necessariamente diversi da quelli che abbiamo ricevuto da Charles Darwin e dai suoi moderni seguaci.
Il Darwinismo è tuttora in auge nell'ambito della scienza moderna, ma oggi le critiche non mancano, quantunque tale teoria suoni estremamente convincente.
I Darwinisti ritengono che la vita abbia avuto inizio su questo pianeta circa 2 miliardi di anni fa, data indiscussa considerata la più remota per l'apparizione delle sue prime forme sulla Terra.
Tali indizi si riferiscono ai fossili di piccole creature unicellulari, sul tipo delle odierne alghe.
La loro età corrisponde, sorprendentemente, proprio all'inizio dell'attuale "Giorno di Brahma".
I Darwinisti sostengono altresì che le prime scimmie si manifestarono circa 40 milioni di anni fa, i primi uomini-scimmia fra i 5 e i 6 milioni di anni fa, e i primi esseri umani simili a noi circa 100.000 anni fa; inoltre affermano che le scoperte di varie prove fisiche a supporto di ciò finora registrate dagli scienziati confermano totalmente tali ipotesi.
In realtà, quando con Richard Thompson ho deciso di affrontare una analisi approfondita di tutti i riscontri a livello paleontologico ed archeologico relativi all'intero vasto lasso di tempo degli ultimi due miliardi di anni, è emerso che, nonostante l'opinione attualmente dominante, l'apparente presenza umana si manifesta ben al di fuori degli schemi indicati dal Darwinismo.
[Archeologia proibita: la storia segreta della razza umana] Di tutto ciò ci siamo occupati, con tutte le fonti e documentazioni relative, nel nostro corposo best-seller internazionale, tradotto in varie lingue, "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race" (Trad. it. parziale: Archeologia proibita: la storia segreta della razza umana, Gruppo Edit. Futura, Milano 1998) e nel successivo volume "Forbidden Archaeology’s impact".
A questo punto ci si chiederà per quale ragione, se i dati da noi raccolti e divulgati mostrano quanto detto, non se ne senta allora parlare.
La ragione di ciò è dovuta ad un inevitabile e pressoché naturale processo di "filtraggio della conoscenza" da parte del moderno mondo scientifico, ieri come oggi.
In altri termini, è come se il mondo accademico, da sempre e per definizione istituzionale e conservatore, costituisse un vero e proprio "filtro" per le idee e le scoperte scientifiche nuove.
Nella misura in cui si conformi a tale "filtro", che risulta necessariamente e "fisiologicamente" formato da concetti "fissi" e "tradizionali", qualsiasi nuovo elemento è destinato a "passare" con maggiore o minore rapidità senza eccessivi problemi, e verrà così facilmente inserito in libri di testo, discusso dagli scienziati ed esibito nei musei. Ma se un dato non si adatta al "filtro" con tutto il suo contesto di idee fisse, esso verrà allora per forza di cose contrastato, rigettato, dimenticato, ignorato e magari perfino soppresso a bella posta. E non lo vedrete mai menzionato in testi accademici, oggetto di conferenze o dibattiti a livello scientifico e tanto meno inserito nel patrimonio museale (anche se potrebbe rimanervi sepolto e ignorato nei magazzini con i tanti "pezzi" non destinati ad essere esibiti in quanto dichiarati "di minore importanza" e di cui nessuno sa né saprà così mai nulla). In campo archeologico, tale particolare processo di "filtraggio della conoscenza" sta andando avanti in questi termini da almeno 150 anni, come anche solo pochi esempi varranno a dimostrare.
Alcuni risalgono all'archeologia di ieri, altri a quella di oggi.
Un caso che merita di essere ricordato risale al XIX secolo, e precisamente alla famosa "corsa all'oro" che richiamò in California gente in cerca di fortuna da tutto il mondo.
Per estrarre l’oro, i minatori scavavano gallerie nelle pendici delle montagne, penetrando nella viva roccia. Ma veniamo a Table Mountain, nella regione delle miniere d’oro della California. Qui i cercatori d’oro, scavando a centinaia di metri di profondità, si imbatterono in numerosi scheletri umani antichi non dissimili dai nostri, e non certo in resti di uomini-scimmia. Così pure furono trovati strumenti ed armi di pietra a centinaia, in diverse zone dello stesso sito. Fra di essi un pesto ed un mortaio, non molto diversi da quelli oggi noti. Solo che c’era un problema. Entrambi gli oggetti furono trovati in strati rocciosi corrispondenti alla parte inferiore del periodo geologico chiamato Eocene, proprio di 50 milioni di anni fa.

Sopra: a sinistra il cranio ritrovato nel 1880 a Castenedolo (Bs); al centro sferetta metallica rinvenuta a Ottosdalin, nella regione del Transvaal Occidentale, in Sud Africa; a destra il mortaio e il pestello di Table Mountain, in California.
Sotto: sezione degli scavi di Table Mountain, in California.

Un archeologo che accettasse le concezioni vediche non sarebbe affatto sorpreso di rilevare tracce umane in quell’epoca, naturalmente, in quanto si attenderebbe di trovarne ben prima, fino forse a circa 2 miliardi di anni or sono. Ma per un normale archeologo tutto ciò è contraddittorio e inconcepibile, riferendosi ciò ad un’epoca anteriore alla comparsa delle scimmie e dei primi antropoidi.
Le scoperte sopra ricordate nelle miniere d’oro della California furono segnalate al mondo scientifico dal Dr. J. D. Whitney, un geologo statale californiano.
Egli scrisse un documentatissimo e corposo volume su tali scoperte, che fu anche pubblicato dall’Università americana di Harvard nel 1880. Ciò nonostante nessuno parla più oggi di quei dati, in conseguenza del processo di "filtraggio della conoscenza" di cui abbiamo accennato.
Lo scienziato responsabile di tale "filtraggio" conoscitivo fu, nel caso specifico, il Dr. William B. Holmes, un influente antropologo della "Smithsonian Institution" di Washington, D.C., che al riguardo dichiarò testualmente, con sorprendente sincerità: "Se il Dr. Whitney avesse compreso la teoria dell’evoluzione umana come è oggi accettata, egli avrebbe esitato ad annunciare le sue conclusioni, a dispetto dell’imponente contesto testimoniale con cui si è confrontato".
In altri termini, se i fatti non si adattano alla teoria dell’evoluzione umana indicata da Darwin, essi vanno messi da parte e la persona che li riferisse o sostenesse va screditata.
Esattamente quello che è avvenuto e tuttora avviene.
Ho anche avuto una mia esperienza personale nel processo di "filtraggio della conoscenza" in rapporto alle scoperte nelle miniere d’oro californiane. Alcuni anni or sono, infatti, operavo come consulente di un programma televisivo sulle "Misteriose Origini dell’Uomo" ("The Mysterious Origins of Man") realizzato dalla NBC, la più popolare rete TV degli USA, e presentato da un testimonial d’eccezione, il famoso attore hollywoodiano Charlton Heston. La maggior parte degli americani considerano le parole di questo attore-presentatore - inamovibile nell’immaginario collettivo del pubblico dal ruolo profetico-sacrale proprio del suo Mosè ne "I Dieci Comandamenti" di Cecil De Mille - allo stesso livello di quelle che potrebbe indirizzarci Dio stesso. Durante le riprese del programma, raccomandai ai produttori di recarsi al Museo di Storia Naturale dell’Università della California a Berkeley in quanto in esso si trovavano i manufatti di 50 milioni di anni fa estratti dalle miniere d’oro californiane. Ma i responsabili del Museo rifiutarono di concedere il permesso di filmare tali manufatti. Ciò nonostante, fummo egualmente in grado di utilizzare ed esibire alcune delle vecchie fotografie scattate nel XIX secolo. Si ricordi inoltre che gli scienziati darwinisti americani hanno fatto pressioni di ogni mezzo sulla NBC perché il programma non fosse mandato in onda, fortunatamente senza riuscirci. È significativo che la NBC abbia poi pubblicizzato la trasmissione rivolgendosi agli americani con lo slogan: "Guardate il programma che gli scienziati non vogliono che vediate!".
Adesso consideriamo un caso più recente nella storia dell’archeologia.
Nel 1979, Mary Leakey trovò dozzine di impronte in una località dell’Africa Orientale chiamata Laetoli, in Tanzania. La scienziata dichiarò anche che esse non potevano essere distinte da quelle lasciate dai piedi di essere umani odierni, solo che esse si trovavano in strati costituiti da ceneri vulcaniche solidificate di 3.700.000 anni fa: un’epoca in cui, secondo le concezioni scientifiche attuali, uomini in grado di lasciarle non avrebbero dovuto esistere. Come darne ragione, allora?
Gli scienziati, a questo punto, si sono limitati ad ipotizzare che 3.700.000 anni fa abbia necessariamente dovuto esistere in Africa "un qualche tipo di uomo-scimmia con i piedi fatti come i nostri", e che ciò sia all’origine di tali impronte. La proposta è interessante, ma è totalmente priva di qualsivoglia elemento di prova a livello scientifico. Anche perché gli scienziati hanno già da tempo a disposizione gli scheletri di un uomo-scimmia vissuto 3.700.000 anni or sono in Africa Orientale, il cosiddetto "Australopiteco".
E la struttura del piede di un Australopiteco si differenzia nettamente da quella dell’uomo d’oggi.
La questione venne fuori nel 1999, quando partecipai al Congresso Archeologico Mondiale di Cape Town, in Sud Africa. Fra gli oratori figurava anche Ron Clarke, che nel 1998 aveva scoperto uno scheletro praticamente completo di Australopiteco in località Sterkfontein, in Sud Africa. Tale scoperta era stata ampiamente pubblicizzata sui media di tutto il mondo come "il più antico antenato dell’uomo". L’esemplare era in effetti vecchio di 3.700.000 anni, come le impronte di Laetoli. Ma c’era un problema.
Ron Clarke, infatti, ricostruì i piedi del suo Australopiteco di Sterkfontein in termini scimmieschi; e su questo niente da dire, visto che le ossa delle estremità inferiori della creatura erano decisamente scimmieschi. Per esempio, si vede che l’alluce è molto allungato e proteso lateralmente, sul tipo del pollice di una mano umana; ma così pure che anche le altre dita sono decisamente allungate, di almeno una volta e mezzo in più rispetto al piede dell’uomo. Pertanto tale piede non presentava certo caratteristiche umane. Di conseguenza, dopo che Clarke ebbe presentato la sua relazione congressuale, alzai la mano e gli posi direttamente una domanda: "Perché mai la struttura del piede dell’Australopiteco di Sterkfontein non corrisponde alle impronte scoperte da Mary Leakey a Laetoli, che sono contemporanee (3.700.000 di anni fa) e simili a quelle lasciate dall’uomo moderno?"
La risposta non era facile. Ron Clarke sosteneva di avere scoperto il più antico antenato dell’uomo, eppure esseri apparentemente come noi andavano in giro in Africa nella stessa epoca. Sapete come ha risposto? Egli sostenne che era stato proprio il "suo" Australopiteco a lasciare in effetti le impronte di Laetoli, solo che, per giustificare le caratteristiche di queste ultime, si doveva allora ritenere che camminando dovesse spostare l’alluce tutto a ridosso delle altre quattro dita del piede, con queste tutte ripiegate su loro stesse: insomma, era un po’ come se un acrobata che volesse procedere eretto ma reggendosi sugli arti superiori camminasse sui pugni invece che sulle mani!
Non c’è neanche bisogno di dire che tale spiegazione era ed è del tutto risibile, e che io risi, infatti. Ma la platea, composta da una grande maggioranza di archeologi accademici di impostazione evoluzionista, si guardò bene dal farlo, in un silenzio totale. Le regole di comportamento dell’Establishment scientifico dominante sono e restano ferree.
Quando poi gli scienziati finiscono con lo scoprire "qualcosa che non deve essere scoperto", possono soffrirne non poco a livello professionale. È il caso della Dott.sa Virginia Steen-McIntyre, una geologa americana che conosco personalmente.
Nei primi anni Settanta, alcuni archeologi statunitensi scoprirono alcuni strumenti ed armi in pietra in località Hueyatlaco, in Messico. Fra questi reperti figuravano punte di freccia e di lancia. Era chiaro fin dall’inizio per gli archeologi che le avevano scoperte che tali armi erano state usate da uomini come noi, e non certo da uomini-scimmia. Ma a che epoca risalivano esattamente?
In genere in questi casi la risposta la danno i geologi, in funzione degli strati geologici in cui sono i reperti. Nel caso specifico fu coinvolta Virginia Steen-McIntyre che, utilizzando i quattro più recenti metodi di datazione geologica con i colleghi dello "United States Geological Survey", determinò che gli strati in cui si trovavano i reperti risalivano a 300.000 anni fa!
Quando il dato fu comunicato al capo degli archeologi, la sua risposta fu immediata quanto seccata ed incredula: "Impossibile! Non esistevano uomini 300.000 anni or sono in nessun luogo del mondo!". Quanto al Nord America, le odierne teorie indicano la comparsa dell’uomo non prima di 30.000 anni a. C., com’è noto. E allora cosa fecero gli archeologi?
In primis, rifiutarono di pubblicare la data di 300.000 anni fa. In secundis, vi sostituirono invece una datazione più "logica": 20.000 anni or sono. Ciò in quanto un pezzo di conchiglia rinvenuto a ben 5 chilometri dal sito in cui i reperti furono rinvenuti aveva fornito una datazione al Carbonio 14 riferita, appunto, a 20.000 anni fa!
Ma la Dott.sa Virginia Steen-McIntyre non si dette per vinta, ribadendo i dati rilevati. Solo che ciò le comportò una pessima reputazione a livello professionale nonché la perdita dell’insegnamento universitario, mentre tutte le possibilità di avanzamento acquisite con la sua precedente attività presso l’"United States Geological Survey" furono bloccate. La scienziata ne fu così disgustata che si ritirò in una cittadina delle Montagne Rocciose, in Colorado, rimanendo in silenzio per anni. Finché io non venni a sapere del suo caso e lo menzionai in , "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race", conferendo al suo lavoro l’attenzione che merita. È anche grazie a ciò che oggi il sito di Hueyatlaco in Messico viene studiato da archeologi dalla mente più aperta, e c’è da sperare che le conclusioni della Steen-McIntyre trovino presto ulteriore conferma.
Ma veniamo all’Italia.
Alla fine del XIX secolo (1880) il geologo Giuseppe Ragazzoni rinvenne a Castenedolo, nel Bresciano, un cranio umano anatomicamente moderno, unitamente ai resti scheletrici di altre quattro persone. Il tutto si trovava in strati geologici corrispondenti ad un’epoca di 5 milioni di anni fa, ed era logico che la cosa apparisse inconcepibile.
"Nulla di misterioso" direbbero all’unisono gli scienziati darwinisti. "Solo qualche migliaio di anni fa qualcuno morì, e i suoi contemporanei ritennero di dover scavargli una tomba molto profonda in fondo ala quale collocarono il corpo che, così inserito in strati di ben maggiore antichità, sembra oggi appartenere ad un’epoca che viceversa non gli è propria". Tutto chiaro, dunque?
Non proprio. Un fatto simile, definito una "sepoltura intrusiva", può in effetti verificarsi.
Ma nel caso specifico Ragazzoni, un geologo professionista, era ben consapevole di tale possibilità. "Se si fosse trattato di una sepoltura - dichiarò - gli strati superiori a quelli in cui il corpo è stato rinvenuto sarebbero stati anche solo parzialmente alterati o comunque disturbati dall’interramento del corpo in profondità". E le sue verifiche avevano escluso ciò, a conferma che gli scheletri risalivano davvero agli strati rocciosi in cui erano stati rinvenuti, ossia 5 milioni di anni fa.
Spostiamoci adesso in Belgio.
All’inizio nel XX secolo il geologo A. Rutot fece una serie di interessanti scoperte in quel paese. Egli infatti portò alla luce centinaia di strumenti ed armi in pietra, estraendoli da strati rocciosi corrispondenti a 30 milioni di anni fa. Ho sopra detto della difficoltà invariabilmente manifestatasi qualora si richieda di vedere oggetti "scomodi" per l’Establishment accademico in relazione ai ritrovamenti della fine del XIX secolo in California. Stavolta però a me fu possibile vedere e anche fotografare i reperti recuperati da Rutot, durante un giro di conferenze in Olanda e Belgio. A Bruxelles chiesi infatti ad un mio accompagnatore di visitare al Museo Reale di Scienze Naturali la collezione di Rutot e, sebbene i responsabili del museo avessero negato la sua esistenza, alla fine saltò fuori un archeologo che sapeva di cosa stavamo parlando e ci indicò i pezzi in questione. Non c’è neanche bisogno di dire che però essi non sono visibili al pubblico.
Di quanto bisogna risalire nel tempo per citare casi simili?
Nel dicembre del 1862, ad esempio, negli Stati Uniti un giornale scientifico chiamato "The Geologist" riferì della scoperta di uno scheletro umano completo ed anatomicamente moderno a 30 metri di profondità nella Macoupin Country, in Illinois, USA. In base al resoconto scientifico agli atti, direttamente al di sopra dello scheletro vi era uno strato roccioso continuo ed inalterato dello spessore di più di un metro, esteso orizzontalmente in tutte le direzioni per vari metri tutt’intorno, Cosa, questa, che esclude necessariamente qualunque possibilità di una sepoltura intrusiva.
Solo che, secondo i resoconti geologici del caso, gli strati che inglobavano lo scheletro risalgono a 300 milioni di anni: un dato totalmente impossibile per l’archeologia ortodossa.
300 milioni di anni fa corrispondono ad un’epoca anteriore alla comparsa dei dinosauri sulla Terra.
Si tenga presente che tutto quello che abbiamo finora menzionato è stato effettuato e riscontrato da scienziati professionisti, ovvero debitamente riportato nella letteratura scientifica professionale ed accademica.
Ma è altresì logico che se ritrovamenti e scoperte "controcorrente" del genere hanno riguardato, come abbiamo visto, non pochi esponenti della scienza ufficiale, è così pure altrettanto possibile che abbiano spesso coinvolto anche persone al di fuori dell’ambito scientifico, ovvero gente comune. E le segnalazioni di costoro, seppur non riferite da riviste scientifiche, possono in effetti apparire anche nelle pagine dei giornali di informazione e di costume e nella stampa popolare. E non per questo sono meno vere.
A livello esemplificativo riferisco un resoconto giornalistico estratto dal "Morrisonville Times", un piccolo quotidiano locale edito nella cittadina di Morrisonville, in Illinois, nel 1892. Esso riferisce di una donna che stava mettendo dei pezzi di carbone nella sua stufa "fin de siecle". Uno di tali pezzi si spezzò improvvisamente in due e dal suo interno emerse una catena d’oro. Alle due estremità erano rimasti attaccati i due pezzi del blocco di carbone, a dimostrazione che la catena era contenuta all’interno del pezzo successivamente divisosi. In seguito alle indicazioni fornite dal giornali, siamo riusciti a risalire alla miniera da cui era stato estratto.
E successivi riscontri effettuati oggi presso il "Geological Survey", dello Stato dell’Illinois indicarono che il carbone ivi estratto è vecchio di 300 milioni di anni. Per inciso, la stessa epoca del sopra citato scheletro umano rinvenuto poco più di trenta anni prima, sempre in Illinois, nella Macoupin County.
Se vogliamo tornare alla letteratura strettamente scientifica, la "Scientific American" riferì nel 1852 di un bel vaso metallico estratto da un massiccio strato roccioso di 5 metri di profondità nella zona di Boston. Orbene, secondo i resoconti geologici attuali l’età della roccia in quella località è di 500 milioni di anni!
Gli oggetti più antichi che ho incontrato nella mia ricerca sono comunque delle sfere metalliche rinvenute dell’ultimo ventennio dai minatori a Ottosdalin, nella regione del Transvaal Occidentale, in Sud Africa. Sono oggetti del diametro variabile da 1 a 2 centimetri e presentano dei curiosi solchi paralleli lungo il loro "equatore". Le sfere sono state esaminate da esperti in metallurgia prima di essere filmate per il già citato programma TV "The Mysterious Origins of Man", e il loro parere è stato concorde: non esiste spiegazione per giustificare una formazione naturale dei solchi e, dunque, le sfere appaiono il prodotto di una qualche tecnologia intelligente. Fatto è che provengono da un deposito minerario geologicamente vecchio di oltre 2 miliardi di anni!
Potrei continuare a lungo, riferendo a piacere innumerevoli dati citati nel mio volume "Forbidden Archaeology: the hidden history of the human race" e nel suo seguito " volume "Forbidden Archaeology’s impact". Ma a questo punto è meglio fermarsi.
Vorrei concludere però con un’ultima considerazione.
È stato ossessivamente sostenuto e monotonamente ripetuto dai Darwinisti che tutte le prove fisiche raccolte a tutt’oggi sono assolutamente coerenti con il loro quadro sulle origini dell’Uomo, per il quale esseri simili a noi sono apparsi circa 100.000 anni fa, dopo una graduale evoluzione dalle scimmie antropoidi. Tutto considerato, oggi si deve invece dire che tale affermazione va ritenuta del tutto falsa e fuorviante.
Per incredibile che possa sembrare, esistono infatti molteplici scoperte che suggeriscono inequivocabilmente la presenza di esseri apparentemente simili a noi in periodi cronologici compresi fra i 100.000 e i 2 miliardi di anni fa. Il che non è affatto incoerente con le fonti vediche di cui abbiamo parlato, con buona pace di un Establishment scientifico conservatore e miope timoroso di perdere le certezze sulle quali ha costruito il proprio potere accademico.
Non sarà mai tardi quando gli scienziati della nostra epoca, dominati da un’arroganza antiscientifica, comprenderanno che la Tradizione, probabile eredità di conquiste scientifiche acquisite in un passato senza ricordo, va considerata con maggiore rispetto ed attenzione. "Nihil su sole novi", dicevano giustamente i Latini.

Curiosità di: EilanthaDelTor della categoria: storia, rivelazioni
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mercoledì, 27 maggio 2009

Animali totem... celtici e non

Inizio dicendovi che questa come tante altre è una mera ricerca, quindi ho copiato e incollato i testi così come li ho trovati, non ho messo le virgolette perchè nessuna delle parole sottostanti è mia, quindi sarebbe stato tutto uno "svirgolettare"... CITO SUBITO LA SPLENDIDA FONTE DA CUI HO ATTINTO (i link sono due ma la fonte è unica, se troverò altro da aggiungere a questo già preciso e dettagliato lavoro, aggiornerò): 

  1.  http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/27/animali-della-tradizione-celtica/
  2. http://animalitotem.wordpress.com/2008/02/04/animali-dalla-a-alla-d/

Gli animali totem celtici sono contraddistinti da questo simbolo (triskell) .

ED ORA INIZIAMO:

Quasi tutte le culture sciamaniche credono negli animali come alleati o aiutanti. Talvolta gli animali diventano protettori e guide per lo sciamano, sia nel regno fisico, sia durante il viaggio nei mondi sottili. I Celti credevano negli animali come alleati, e attribuivano ai loro clan intime associazioni con animali specifici. Ogni gruppo etnico si identificava con un animale e ogni membro del gruppo non solo pensava di discendere da un determinato animale (il totem), ma pensava anche di potersi appropriare, con iniziazioni particolari, delle qualità di questo animale. Alcuni gruppi etnici si chiamano “Figli dell’Orsa”, giacché simboleggiano, nel nome che portano, la loro discendenza dalla Grande Madre; altri invece si identificavano con il cigno oppure con l’oca dal piumato bianco, che rappresentavano il vestito di un Druido. Ogni clan aveva striscioni sui quali erano raffigurate le immagini o il simbolo del loro animale di origine, come ad esempio le bandiere dei Fianna. I Fianna, erano guerrieri indipendenti che non rispondevano all’autorità dei re ma solo ai bisogni del popolo, erano tanto dei mercenari quanto una sorta di paladini dell’antico mondo celtico.
L’animale veniva anche dipinto sugli scudi e a volte, tatuato sul corpo. Queste tradizioni potrebbero essere all’origine dei simboli araldici che divennero così popolari in epoche successive. Talvolta un eroe si identificava con una figura animale, come ad esempio la figura mitica di Diarmaid. La sorte di questo eroe, infatti, sarebbe legata ad un cinghiale. Su di lui esistono molte leggende. E tutte spiegano che il fratello di Diarmaid avrebbe ucciso accidentalmente un cinghiale. Proprio questo fatto sarebbe all’origine del divieto (tabù) di cacciare il cinghiale per tutti i suoi discendenti: pena la morte. Il simbolo totemico del cinghiale è molto diffuso nella Gallia (l’odierna Francia), dove quasi tutte le insegne di guerra sono sormontate da aste che rappresentano dei cinghiali. Nel calderone di Gundestrip c’è una placca dove è scolpito un cinghiale e dove i guerrieri hanno un elmo dove è stata fatta l’incisione di questo animale totem. È probabile che, col tempo, il cinghiale sia passato a rappresentare le forze solitarie del guerriero. Fra le tante storie legate al totemismo, e cioè al connubio tra uomo e animale, ricordiamo anche la storia di  Kulhwch, un giovane che nasce in mezzo a un branco di porci domestici, poi, la storia di Prydui, un altro eroe che si dice venne rapito alla sua nascita e poi deposto in una stalla dov’era appena nato un puledro. Invece l’irlandese Art, figlio di Conn o meglio “Testa di Orso”, prese questo nome totemico dopo avere conquistato la figlia di Coinechend. Anche Re Artù è legato alla figura di un animale totemico, in quanto il suo nome, significa “orso”.

AIRONE BLU – Presenza divina. Ci insegna a vivere la vita con una profonda consapevolezza spirituale. Porta serenità, accettazione e fiducia nel piano divino. Per creare e mantenere una costante comunione con lo Spirito. 

ALCE – Autostima.  Permette di connettersi con l’energia della terra  e ci aiuta a credere in noi stessi, nelle nostre capacita. Favorisce una libera espressione del proprio io e  ci incoraggia a camminare a testa alta , annunciando agli altri i nostri successi

Ape (Beach): L’ape di solito è citata in connessione con il suo prodotto: il miele. L’ape è industriosa, laboriosa ed efficiente, quando si tratta di portare a termine un compito che le viene affidato. Sa anche difendere in modo intrepido le sue proprietà e la sua casa.

Aquila (Iolair, Fireun): Nelle storie celtiche l’aquila rappresenta la rapidità, la forza, e la conoscenza della magia. Connette con il sé superiore e vi aiuta a vedere le verità spirituali nascoste.

AQUILA -  Il guerriero spirituale. Per ottenere una prospettiva più ampia e maggiore chiarezza. Aiuta a  percepire la verità più profonda nel cuore di una situazione. Rafforza la visione spirituale e creativa e favorisce l’ ispirazione. Per collegarsi con il Sé Superiore.

ARMADILLO – Protezione suprema.Ti aiuta a corazzarti e a difendere i tuoi confini. Insegna l’inespugnabilità permettendo di sentirsi  profondamente al sicuro. Per sentirsi fiduciosi e sicuri in qualsiasi ambiente e situazione.

BALENA - Profondità di pensiero. Per esplorare il “quadro” della realtà da una prospettiva più profonda, connettendosi con piani superiori di coscienza al di là della terra. Calma e tranquillizza la mente, aiuta a rendere più profonda la meditazione, e favorisce il sonno. Per collegarsi con “l’antica conoscenza dei secoli”.

BOMBO - Forza e la fiducia nelle proprie capacità. Ti aiuta a credere in te stesso e ti conferisce la forza per raggiungere ciò che potrebbe sembrare impossibile.

BRADIPO - Ideale per rallentare e per riposare, ci aiuta ad apprezzare il riposo e il tempo libero. Adatto per chi non riesce a fermarsi e si sente stressato.

BUFALO – Abbondanza, preghiera, gratitudine. Ti aiuta a  rallentare e a entrare in contatto con sacralità della Terra. Nutre un senso di fratellanza e la consapevolezza che siamo tutti parte di un piano divino. Da un senso di profondo radicamento e incoraggia la quiete interiore, la calma e la contemplazione.

Cane (Abach, Madadh) o Hound (Cù): I cani per la loro fedeltà sono spesso menzionati nella mitologia celtica, come ad esempio Bran e Sceolan che appartenevano a mac Cumhail Finn.  Il cane era il custode dei mondi ultraterreni e  puniva anche i colpwvoli.

CASTORO – Realizzazione di progetti. Ti aiuta a pensare con chiarezza, a pianificare la stesura di piani di lavoro e a trovare soluzioni creative per la risoluzione dei problemi. Soprattutto di supporto agli inizi di nuovi progetti e iniziative.

Cavallo (Each): Un popolare animale totem dei Celti; sacro alle dee Epona e Rhiannon.  Il cavallo è stato considerato una fedele guida per i viaggi nei mondi ultraterreni. Esso simboleggia resistenza, libertà e potere personale.

CAVALLO – Potere personale. Fornisce supporto per coloro che sono soli, depressi, e sentono di aver “perduto il cuore”. Nutre un senso di amorevole apertura, di appartenenza, e la connessione con gli altri.  Delicatamente apre il chakra del cuore.

CERBIATTO –  Pace e benevolenza. Ti aiuta a  divenire consapevole dei tuoi moti interiori e a sviluppare dolcezza e gentilezza. Per muoversi con consapevolezza e calma, cambiando direzione senza perdere il proprio centro. Per coltivare l’umiltà, l’arrendevolezza e la fiducia.

Cervo (Fiadh) o Stag (Sailetheach, Damh): Il cervo è stato spesso un messaggero e una guida per i mondi ultraterreni. Le corna del cervo erano usate dagli sciamani per il loro rituali. Il  cervo rappresenta la rapidità, la  grazia e la dolcezza. Insegna che si può cambiare sentiero, pur mantenendo la direzione stabilita

Cigno (Eala): Un mistico uccello descritto in molti modi nelle storie celtiche.  Le sue piume sono state spesso utilizzate nei rituali dei Bardi.  I cigni sono collegati con la musica e con il canto.  I Cigni aiutano anche a  interpretare i simboli dei sogni, e sono favorevoli nei periodi di transizione e di evoluzione spirituale.

CIGNO – Per l’accettazione della propria bontà e  bellezza. Rappresenta l’armonia tra il cielo e la terra, dona intuito e sviluppa la creatività. Accresce l’autostima e favorisce i legami affettivi e familiari

Cinghiale (Bacrie, Torc): Importante per l’arte e i miti dei popoli celtici, il cinghiale è stato conosciuto per la sua astuzia e la sua natura feroce.  Nel calderone di Gundestrip c’è una placca dove è scolpito un cinghiale e dove i guerrieri hanno un elmo dove è stata fatta l’incisione di questo animale totem. È probabile che, col tempo, il cinghiale sia passato a rappresentare le forze solitarie del guerriero. Il Cinghiale Bianco di Marvan invece fu un veicolo di ispirazione per la sua arte.

Civetta (Cailleach, Oidhche, Comachag): La parola “cailleach” e il gaelico scozzese-significa “civetta”.  La civetta è spesso una guida per i mondi ultraterreni, una creatura che aiuta a vedere nelle tenebre, e anche un rapido cacciatore.  Essa può aiutarvi a smascherare coloro che vorrebbero ingannarvi o approfittare di voi.

COCCINELLA – Espansione, fiducia e protezione. Ti aiuta e ti protegge nelle fasi di cambiamento, quando è propizio creare qualcosa di nuovo nella tua vita. Compare quando è il momento di esprimere concretamente idee o progetti che erano in una fase di ibernazione. Favorisce una comunicazione  efficace e ti insegna come risolvere i problemi, trasformando le tue paure in pensieri positivi. Affidandoti al processo di trasformazione in atto, imboccherai la strada  verso nuove forme di prosperità e di successo.

COCCODRILLO – Maestro del tempismo. Ti aiuta a leggere attentamente le situazioni, sviluppare suprema pazienza e sapere il momento giusto per agire. Per coloro che sono ansiosi e impulsivi, il coccodrillo insegna il potere dell’ attesa.

COLIBRI – Gioia e celebrazione. Aiuta a coltivare una visione di gioia e di bellezza  Ci incoraggia a vedere la bellezza in ogni cosa e ad apprezzare il dono della vita. Utile in tempi di transizione (viaggi, cambiando casa / lavoro, ecc).

COLOMBA – Per nutrire sentimenti di pace, serenità, tranquillità ed essere in armonia con se stessi e con gli altri.  Permette di acquietare  la mente e di sperimentare la gloria di Dio nel momento presente. Alimenta il senso della presenza del divino e ci aiuta ad accettare la vita come una benedizione.

Coniglio (Coinean): Un animale sacro alla dea Andraste in particolare. I suoi movimenti sono stati a volte utilizzati per la divinazione. Il suoi poteri sono associati con l’intuizione e con la ricezione di insegnamenti nascosti.

CONIGLIO – Per sostenere la creazione della  ricchezza, a tutti i livelli della vita. Incoraggia e promuove la creatività. Aiuta a superare le paure e a coltivare la fiducia nella propria capacità di realizzare i sogni..

Corvo (Badb, Rocas): Questo animale era trattato con rispetto. Il corvo era un auspicio di conflitto e di morte, associato alle divinità Macha, Badb, e Morrigan.  La parola irlandese per il corvo è badb, che è anche il nome di una dea celtica della guerra.  Il corvo era anche ritenuto abile, scaltro, e portatore di conoscenza. Insegna il valore dell’inganno quando questo è necessario.  Insegna anche ad imparare dalle lezioni del passato, senza però aggrapparsi ad esso.

CORVO – Magia e potere sciamanico. Ti aiuta a sviluppare il tuo intuito e a vedere oltre la realtà del quotidiano. Per imparare a fidarsi della propria voce interiore imparando a muoversi tra i vari regni, superando la barriera che separa il regno materiale da quello spirituale. Aiuta anche a condividere i propri doni spirituali con gli altri.

COYOTE – Il briccone sacro. Ti aiuta a prenderti meno sul serio e ad allargare il tuo punto di vista. Può diventare la tua spina nel fianco, costringendoti a ridere delle tue debolezze e portandoti a vivere situazioni paradossali, per costringerti a esplodere in una sonora risata.

Delfino: Questa creatura è stata associata con la divinità del mare.  Aiuta a ricordare i sogni e favorisce un riequilibrio della persona, bilanciando i ritmi del corpo, con quelli della natura.

DELFINO – Gioco e amore incondizionato. Ti aiuta a sentire col cuore, a lasciare andare le tensioni e a divertirti, godendo del momento presente. Rafforza i sentimenti di gioia e di piacere e accresce l’empatia e la compassione. Approfondisce i doni psichici, sviluppa il potere di guarigione e aiuta a ricordare i sogni.

Drago (Piastras (payshtha), Horm): Il drago nella mitologia celtica-britannica è talvolta rappresentato come un serpente d’acqua. Ci sono molti riferimenti a draghi o serpenti nei miti celtici.  In molte occasioni i guerrieri Fianna hanno combattuto enormi draghi. La maggior parte delle culture ha considerato il drago come una creatura benevola che abita le  grotte, i laghi, e il centro della terra. Antico simbolo di ricchezza il drago simboleggiava il potere degli elementi, in particolare, quello della Terra, ma anche il tesoro del subconscio. Appare quando è necessaria un’iniziazione.

ELEFANTE – Per creare un profondo radicamento e favorire l’espansione spirituale.  Aiuta ad ascoltare, sia se stessi che gli altri. Per onorare la natura intuitiva femminile. Ci incoraggia nel bisogno ad assistere i nostri familiari e a guarire la nostra storia personale.

FAGIANO – Fertilità. La comparsa del fagiano annuncia che è in atto un rinnovamento. E’ un simbolo di nascita e rinascita e ti aiuta a progredire, con la consapevolezza che il cambiamento in atto ti aiuterà a esprimere il tuo valore e i tuoi talenti. Evoca anche il recupero di energia sessuale e potere

Falco (Seabhag): La tradizione celtica orale, elenca il falco di Achill, la più grande isola al largo dell’Irlanda. Come altri uccelli, il falco è un messaggero tra il nostro mondo e il mondo degli spiriti. Tuttavia, ha forza, velocità e poteri più significativi, rispetto ad  altri uccelli.  Esso simboleggia anche lucidità e grande memoria.  Se si sente il grido di un falco durante un viaggio sciamanico, si presenteranno in futuro situazioni che necessitano di audacia e determinazione. 

FALCO – Messaggero. Consente di sviluppare chiarezza interiore e di diventare più attenti ai segnali che l’universo ci sta inviando. Con la sua vista perfetta ci aiuta a sapere esattamente dove siamo. Favorisce la comunicazione e la creatività.

Farfalla (Dealan-Dé): Molte culture collegano le farfalle con le anime dei morti. Nella tradizione celtica, nei viaggi ultraterreni dove apparivano farfalle erano presenti energie negative.  Nella tradizione attuale invece, la farfalla vi insegnerà a liberarvi dal passato e dagli schemi mentali superati, aiutandovi a fare chiarezza per risolvere i problemi.

FARFALLA – Un catalizzatore per la trasformazione. Ti aiuta nelle fasi di transizione. Un sostegno per lasciare andare il passato, progredire e lasciarsi trasportare con fiducia sulle ali del vento. Incoraggia i sentimenti di leggerezza, di grazia e alimenta la capacità di dare e ricevere.

FENICOTTERO – Spiritualità. Il fenicottero arriva quando c’è la necessità di equilibrare la spiritualità con la consapevolezza del momento presente. Ti aiuta a tenere saldamente i piedi a terra, quando sei impegnato a elevarti spiritualmente.

FOCA – Arrendersi al divino. Aiuta a lasciare andare lo sforzo,  permettendo alle cose di accadere con naturalezza. Per imparare a fluire attraverso la vita con grazia e facilità. Ti aiuta a recuperare un immagine positiva del tuo corpo.

FORMICA – Lavorare in modo efficiente. TI aiuta a lavorare instancabilmente con grande produttività in quei periodi in cui le cose devono essere fatte. Porta impegno e mirabile efficienza.  Aiuta a prestare servizio all’interno della comunità.

Gabbiano (Faoilleann): I gabbiani non figurano nelle leggende celtiche,  ma sono collegati alle divinità del mare, come il dio Manannan mac Lir e la dea Don.  Come altri uccelli, sono messaggeri dei mondi invisibili.

GABBIANO – Libertà. Ti aiuta a  sentirti sempre libero, in virtù della natura dello spirito, priva di legami materiali. Per ricercare la verità, seguendo nuovi sentieri o intraprendendo un viaggio interiore. Per chi desidera elevarsi al di sopra delle regole e della routine della vita quotidiana.

Gallo (Coileach): In diverse leggende celtiche, il gallo insegue i fantasmi e sconfigge i terrori della notte cantando all’alba.  Egli rappresenta il coraggio dell’azione e la potenza della parola in grado di dissipare negatività.

Gatto (Caoit, Cat): Molte leggende celtiche raffigurano il gatto come un animale feroce, una  creatura del male, ma questo può derivare dal fatto che i gatti a quel tempo erano selvatici.  Tuttavia, è stato considerato un potente totem animale di diversi clan; Caithness è stato chiamato il clan dei Catti. In Irlanda si dice che Mac Cumhail abbia combattuto contro un clan del gatto, probabilmente dei Celti, che indossavano le pelli di gatto sui loro caschi.  Il gatto è un forte protettore, specialmente quando si deve affrontare uno scontro frontale.

GAZZELLA – Fornisce supporto per affrontare la vulnerabilità. Per sentirsi sicuri nel mondo. Aiuta a sviluppare un senso profondo di vigilanza e sensibilizzazione. Per camminare nel mondo con gentilezza e fiducia.

GHEPARDO – Efficienza. Per la realizzazione di compiti che richiedono, velocità, efficienza, e messa a fuoco. Ti aiuta a ritrovare lo scatto e la capacità di muoverti o reagire nei momenti in cui ti senti attaccato o bloccato. Fornisce supporto per il sistema nervoso di coloro che vivono stile di vita dinamico o frenetico.

GIAGUARO – Lo sciamano. Per la connessione con il potere sciamanico.  Ti aiuta a sviluppare intuizione e a fidarti della tua capacità di vedere ciò che gli altri non vedono. Profondo conoscitore dell’animo umano il giaguaro vede i segreti e col suo ruggito svela la verità.

GIRAFFA – Elevazione e radicamento. Col suo lungo collo la giraffa vede da una panoramica allargata e coglie la verità da una prospettiva spiritualmente evoluta. Rafforza la visione spirituale e al tempo stesso mantiene la connessione con la terra. Permette di equilibrare l’altezza del pensiero con i sentimenti del cuore.

GNU – Gruppi. Come lo gnu si sente a proprio agio nella mandria, così ti aiuta a sentirti al tuo posto nella comunità dove vivi. Ti dà un senso di appartenenza al contesto sociale e favorisce la consapevolezza di sentirsi a casa, godendo del qui e ora. 

GORILLA – Forza. Il Gorilla dona  suprema forza interiore e fiducia in se stessi. Insegna che la forza nasce da dentro, come risultato della coscienza di sé.  Ti aiuta a esprimerti con sicurezza e a esercitare il tuo potere personale.

Grifone: Questa mitica bestia ha la testa e le ali di un aquila, e il corpo e la coda di un leone. Insegna allo sciamano di combinare i poteri di entrambi gli animali. Il grifone simboleggia anche potere e magia.

Gru (Corr): Un tempo la gru era molto comune nelle Isole Britanniche. Una tardiva tradizione celtica, apparentemente nata dopo l’arrivo del cristianesimo, narra che  le gru in un’altra vita erano persone che ora stanno pagando una penitenza per il precedente cattivo operato. La gru era associata al dio del mare Manannan mac Lir. La gru, con i suoi colori nero, bianco e rosso, è stato un uccello sacro, collegato anche alle divinità della luna. Se compare nel viaggio sciamanico.  Impartisce insegnamenti e svela i misteri che permettono di raggiungere una verità più profonda.

GUFO – Saggezza. Vedendo chiaramente nel buio, il gufo dà il potere della visione e della chiaroveggenza. Permette di dissipare la confusione e di vedere la verità nascosta dietro il velo della nebbia che avevi creato. Ti aiuta ad agire con introspezione e sapienza, dando attenzione a situazioni che necessitano di chiarezza.

IPPOPOTAMO – Sicurezza. Aiuta a radicarsi e dà  sostegno per affrontare le questioni emozionali irrisolte. Ti aiuta a sentirti a tuo agio a livello emotivo e a esprimere con serenità quello che provi. Sviluppa il lato femminile e il senso materno.

LEONE – Potere. Conferisce un senso di benessere e di forza. Aiuta a sviluppare coraggio e consente di affrontare le paure. Alimenta e rafforza la fiducia in se stessi. Incoraggia la leadership, aiuta a promuovere una visione di realizzazione e di successo.

LEOPARDO DELLE NEVI – Il leader spirituale. Ti aiuta ad applicare concretamente le tue conoscenze mistiche, trovando il coraggio di assumere un ruolo di guida per gli altri. Rafforza il senso della direzione e dona il coraggio necessario per avanzare sul cammino della realizzazione.

LIBELLULA – Rivelazione. Se compare significa che hai bisogno di dissipare il velo di illusioni che hai creato, rivelando a te stesso una verità nascosta. Forse hai necessità di riscoprire la tua creatività o di esprimere concretamente qualche tuo talento. Ti aiuta anche a ricaricarti a livello energetico e a riposare più tranquillamente.

Lince: Questa creatura è il custode dei segreti delle confraternite mistiche. La lince può contribuire allo sviluppo delle facoltà psichiche e aiuta nelle pratiche divinatorie. A volte simboleggia la necessità di esaminare se stessi nel profondo, per portare alla luce i talenti  nascosti.

LINCE  - Segreti. La lince è la detentrice della conoscenza occulta e si dice che sia in relazione con le conoscenze delle antiche confraternite di iniziati. Ti aiuta a sviluppare i poteri della visione e della chiaroveggenza, per guardare all’interno delle persone e delle situazioni.

LOMBRICO – Umiltà. Se incontri un lombrico, significa che per progredire nel tuo  cammino, devi scavare dentro te stesso, in quanto le sue qualità sono proprio quelle di viaggiare dentro le viscere della terra. Ti aiuta a sentirti sicuro e protetto e a integrare  le tue qualità maschili e femminili.

Lontra (Cù-dubh o Dòbhran): Questi animali erano considerati magici dai Celti. La lontra è un forte protettore, che aiuta a ottenere saggezza, sostiene nella ricerca interiore e aiuta a riprendersi dalle crisi depressive. Aiuta a godersi la vita e a vivere nel presente.

LONTRA – Giocare. Ti aiuta a risvegliare il bambino interiore e a espandere la gioia, tramite il gioco e il divertimento. Ti riconnette al lato femminile dell’energia (amore, empatia, armonia e grazia). Ti aiuta prendere più tempo per te stesso, coltivando le tue passioni o facendoti dei regali.

Lucertola (Dearc): Uno dei pochi rettili riconosciuti come utile allo sciamano.  Esso simboleggia lo stato di sogno. Se vedi una lucertola in un viaggio, devi essere attento ai tuoi sogni che stanno portandoti un messaggio per trovare realizzazione.

Lupo (Madadh-alluidh): Il lupo è astuto e intelligente, in grado di pensare in modo indipendente. Può insegnare a leggere i segni della natura e protegge dai pericoli invisibili, insegnando anche l’arte della guerra, quando è necessario. In un viaggio sciamanico vi condurrà ad incontrare il vostro maestro interiore

LUPO – Il Maestro. Ti aiuta a stabilire una connessione col tuo leader interno, riconoscendo il tuo ruolo di guida o insegnante. Ti insegna la strategia e la perseveranza per raggiungere gli obiettivi, affrontando le sfide della vita. Protegge i tuoi confini, bilanciando il tuo individualismo col senso di appartenenza alla famiglia e al gruppo.

MANTIDE RELIGIOSA – Spiritualità e distacco. La mantide dà una  connessione con il regno spirituale. Include il concetto di sacrificio e ti aiuta a distaccarti da quello che non supporta la tua evoluzione. Sviluppa il potere del femminile e la capacità di ascolto interiore. 

MEDUSA – Fluire con le maree della vita. La medusa ti connette con i misteri dell’inconscio e ti permette di fidarti del ciclo della vita.  Crea connessione con il mare, con l’acqua, e insegna a lasciare andare le resistenze per fluire con le  correnti della vita.

Merlo (Druid dhubh, Lon Dubh): La leggenda dice che gli uccelli di Rhiannon sono tre merli, che sono appollaiati e cantano sull’albero della vita ai confini con i mondi ultraterreni.  Il loro canto, mette l’ascoltatore in uno stato di trance, che gli consente di recarsi nei mondi paralleli.  Il merlo è anche il detentore dei segreti della magia

Mucca (Bo) :Un tempo la mucca era così importante per i Celti, che è stata considerata una forma di scambio monetario.  Antichi signori irlandesi erano noti come l’aire-o signori della mucca.  La mucca è sacra alla dea Brigida.  La mucca simboleggia abbondanza e protezione; col suo senso materno può difendere il bambino interiore e provvedere a tutte le necessità quotidiane.

OCA POLARE  – Consapevolezza e direzione spirituale. Ti aiuta a sentirti parte di un cerchio sacro e ti supporta nel sapere dove stai andando. Favorisce un ritorno in se stessi e la sensazione di sentirsi sempre a casa. Sostiene coloro che hanno perso la via spirituale.

OPOSSUM – Protezione. L’opossum ti insegna la strategia dell’immobilità, nei momenti in cui devi proteggerti da influenze esterne non desiderate. Con la sua spiccata teatralità difende il tuo bambino interiore e ti aiuta a sdrammatizzare..

ORCA – Coscienza cosmica. L’orca crea un ponte verso altri mondi e ti aiuta a incarnare la coscienza dell’universo. Favorisce l’espansione spirituale e incanala le  energie aggressive trasformandole in azione e creatività.

Orso (Arth) : Come animale Totem è presente in molti disegni celtici, anche se non è menzionato nel leggende.  La parola “arth”, che significa “orso”, è la radice dalla quale deriva il nome di Re Artù. L’orso è stato notato per la sua forza e la sua resistenza.  Esso può aiutarvi a trovare equilibrio ed armonia nella vostra vita, e aiutarvi a compiere un viaggio dentro voi stessi  per scoprire ciò che è necessario fare. 

ORSO – Introspezione. Ti aiuta a radicarti e a diventare introspettivo in modo da realizzare concretamente le idee, i progetti e i sogni che hai in incubazione. Conferisce forza, radicamento, e acquisizione di potere.

ORSO BIANCO – Maestro sciamano. Ti aiuta l’arte della sopravvivenza muovendoti con esperienza sui ghiacci della vita. Ti indica la direzione per conseguire la tua realizzazione spirituale, conferendoti forza e potere. 

PASSERO – Semplicità.  Porta gioia e leggerezza e libera dalle preoccupazioni, creando un senso di fiducia nella vita. Favorisce la consapevolezza che ogni cosa andrà per il verso giusto. Aiuta a diventare più gioiosi e tranquilli.

PAVONE – Completezza. Favorisce l’autostima e dà un senso di completezza e di pienezza in sé. Per rivendicare l’autenticità e l’autorità. Rafforza la fiducia e aiuta ad esprimere la propria bellezza, interiore ed esteriore. Utile nei momenti in cui il nostro ego è stato ferito.

PECORA DI MONTAGNA – Potere personale. Ti aiuta con la sua regalità a reclamare  il tuo potere e la tua dignità personale. Ti riconnette  alla saggezza insita nella natura. Per rivendicare la tua autorità all’interno del tuo spazio sacro.

PETTIROSSO – Un foriero di primavera, di speranza e di felicità in sé. Contribuisce a creare l’armonia e sostiene chi sta guarendo da un trauma emotivo. Sostiene la capacità di essere un genitore amorevole, migliorando l’armonia familiare.

PICCHIO – Persistenza. Evoca i poteri del guerriero nei momenti di preoccupazione e col suo picchiettare conferisce la determinazione per affrontare gli ostacoli. Quando appare significa che ti viene chiesto di usare la tua forza e il tuo potere, per affrontare un cambiamento in atto.

Pipistrello (Ialtag): Associato con il viaggio nel regno degli spiriti vi conduce ad affrontare le vostre ombre interiori per rinascere a nuova vita; grazie al suo radar il pipistrello aiuta a evitare gli ostacoli e le barriere, fisiche e spirituali.

PIPISTRELLO – Rinascita. Ti prepara al cambiamento, aiutandoti a  prendere contatto con le parti oscure di te stesso, con le tue ombre. Ti conferisce la fiducia per affrontare le tue paure. La volontà di affrontare le tenebre personali permette di uscire dal tunnel, favorendo la rinascita e la guarigione.

PROCIONE – Ruoli. La sua mascherina è un simbolo di camuffamento e ti aiuta a scoprire e ad accettare i tuoi lati nascosti.  Dona curiosità, leggerezza e senso dell’umorismo. Per muoversi con facilità in ruoli di vita differenti (ad esempio: la madre, la moglie, il dipendente, il marito, ecc).

PUMA. Leadership. Ti incoraggia a manifestare il tuo potere,  rimanendo fedele a te stesso. Ti aiuta ad accettare un ruolo di leader, assistendoti e incoraggiandoti lungo il percorso, attraverso il recupero della tua autostima. 

PUZZOLA – Attrazione. In riferimento alla sua proverbiale capacità di emanare odori, la puzzola, rappresenta il carisma, la sensualità e il magnetismo personale. Ti aiuta ad attrarre le persone, ma ti aiuta anche a difenderti da attenzioni indesiderate.

RAGNO – Integrità. Facilita la connessione interna e aiuta a collegare armoniosamente parti in conflitto. Sostiene la creatività, aiutando a uscire dai vicoli ciechi della routine. Aiuta chi si sente alienato o chi vive dualità apparentemente inconciliabili, come ad esempio forza e dolcezza, spiritualità e concretezza etc.

Rana (Losgrinn): In molte culture la rana è un simbolo di magia e di guarigione.  Può insegnare a saltare rapidamente da un livello di coscienza ad un altro, da questo mondo al mondo ultraterreno. La rana può anche aiutarvi a trovare il coraggio di accettare nuove idee e spingervi a fare dei cambiamenti, insegnandovi a fluire con l’esistenza

RANA – Purificazione. Ti aiuta a lasciare andare lo stress accumulato, nei momenti in cui ti senti stanco, oppresso o sovraccaricato. Permette di vedere la vita come un miracolo, dove l’unica costante è proprio il continuo mutamento. Se è il tuo animale totem, può indicare le tue abilità di guaritore spirituale.

Riccio: questa piccola creatura insegna il dono dell’umiltà e dell’innocenza.

RINOCERONTE – Manifestazione. Porta consapevolezza dei costanti progressi si stanno compiendo. Con la sua forza e la sua calma ti aiuta a rallentare e a superare l’impazienza in relazione ai risultati che a poco a poco stanno  prendendo forma nella tua vita.

SALAMANDRA – Rigenerazione. Rappresenta la metamorfosi e può essere invocata nei momenti in cui si sta affrontando un cambiamento. Rafforza il  collegamento con i misteri della Terra e ti aiuta a mantenere il distacco, nei momenti in cui ti senti sopraffatto dalle emozioni.

Salmone (Bradan): Una creatura molto saggia, nella cultura celtica. Il salmone vi insegna come entrare in contatto con le conoscenze ancestrali e conferisce il potere della tenacia e della perseveranza per nuotare controcorrente nelle acque della vita, al fine di tornare al vostro centro spirituale.

SALMONE – Direzione. Le sue capacità di navigazione possono essere invocate per trovare la propria strada, o per mantenere la direzione e la perseveranza nel momento in cui è stata fatta una scelta molto importante.  Ti aiuta anche a trovare il significato spirituale dell’esistenza e a comprendere lo scopo della tua vita.

Scimmia (Dio Scimmia da Wikipedia): Nell'induismo, Hanuman  è una delle figure più importanti del poema epico indiano Ramayana; è un vanara (I vanara, per come sono descritti nell'epica, sono divertenti, infantili, leggermente irritanti, importuni, iperattivi, avventurosi, di un'onestà disarmante, leali, coraggiosi, e di buon cuore; sono un po' più bassi di un essere umano e sono coperti da una leggera pelliccia, generalmente marrone.) che aiutò il Signore Rama (avatar di Viṣṇu) a liberare la sua consorte, Sita, dal re rakshasa Ravana. Simboleggia la bhakti, ed è talvolta considerato l'undicesimo avatar Rudra del Signore Shiva (Rudra è una forma di Shiva nei Rig Veda); è conosciuto come Figlio (spirituale) del deva Vayu, la divinità indù del vento. Hanuman è la personificazione di saggezza, brahmacharya, bhakti (devozione/fede), giustizia, onestà e forza; questo si manifesta nel suo incrollabile impegno per la giustizia, impeccabile esecuzione degli incarichi che gli sono affidati, e infallibile talento nel servire il suo padrone prescelto. Il suo indispensabile ruolo nel riunire Rama con Sita è accostato da alcuni a quello di un maestro che aiuta l'anima individuale e scoprire il divino; sebbene per i non induisti potrebbe sembrare strano venerare una scimmia, ciò si spiega nella venerazione per gli attributi inumani che rappresenta. Non c'è benedizione che non possa concedere: Sita gli garantì il potere di concedere gli otto siddhi e nove tipi di ricchezza; tuttavia anche questo impallidisce dinanzi al dono più grande che si può ricevere da lui: le incredibili qualità di elevazione spirituale per cui Hanuman stesso è famoso. Si dice anche che mentre Rama agisca per spirito di giustizia, Hanuman agisca per compassione.

SCIMPANZE’ – Semplicità e socievolezza. Ti aiuta a riconnetterti con la gioia di essere vivo. Fornisce supporto a coloro che si sentono socialmente inibiti o scollegati dai loro bisogni fisici ed emotivi. Nutre giocosità, curiosità, e aiuta ad esprimersi liberamente, cogliendo il momento presente.

Scoiattolo (Feòrag): Questa creatura è sempre indaffarata e può mostrare allo sciamano come occuparsi di magia in modo pratico. Aiuta a pianificare le cose per tempo, in modo da utilizzare al meglio le risorse di cui si dispone. Equilibra lavoro e giocosità.

SCOIATTOLO – Integra lavoro e gioco. Ti insegna a sfruttare l’energia del tuo bambino interiore e dona un approccio gioioso alla vita. Nel momento in cui ti senti appesantito dagli oneri della responsabilità o del lavoro, ti aiuta a sdrammatizzare, ritrovando  la fiducia, la curiosità e la gioia.

Serpente (Nathair): Il serpente è stato a lungo associato con la saggezza, la reincarnazione e la scaltrezza. Legato all’energia istintuale è un simbolo di vita, abbondanza, rinascita, trasformazione e morte. Chiamatelo quando avete bisogno di un forte cambiamento nella vostra vita. Se lo incontrate durante un viaggio sciamanico, forse avete bisogno di lasciare andare vecchie abitudini.

SERPENTE – Iniziazione. Sostiene nei momenti di trasformazione profonda, quando si sta “cambiando pelle”. Aiuta ad affrontare un processo terapeutico, quando si stanno affrontando le proprie ombre. Dona a sua volta il potere di aiutare gli altri a crescere, a migliorare e a guarire.

STERNA ARTICA- Compiere grandi imprese. Ti aiuta a farti carico di  molti compiti con facilità quando devi fare grandi cose. Ti permette di arrivare a destinazione nel viaggio della tua vita.

TACCHINO – Generosità. Come il bisonte che offre tutto se stesso, anche il tacchino ci connette coi valori dell’altruismo e della compassione. Aiuta a trascendere l’ego e a condividere i tuoi doni con gli altri.  

Tartaruga: La tartaruga si muove lentamente, è metodica e da protezione per affrontare persone e situazioni troppo intense.  Favorisce il radicamento e la sintonia con le energie della Terra. Aiuta a fluire con i cicli della vita, e a rispettare le esigenze del corpo.

TARTARUGA – Stabilità. Aiuta a stare coi piedi per terra, essendo presenti nel qui e ora. Favorisce la sincronia tra cuore, mente e spirito. Aiuta a non forzare le situazioni e fornisce protezione emotiva e psichica, quando si affrontano persone o situazioni troppo intense.

Tasso (Broc): Questo animale è irriducibile di fronte al pericolo e si distingue per la sua tenacia e coraggio.  Nel racconto di Pwyll’s  alla corte di Rhiannon, un tasso è indicato come una guida durante il sogno.  Il tasso vi insegnerà a combattere per difendere i vostri diritti e a usare l’aggressività per farvi avanti

TASSO – Rabbia salutare. Ti aiuta a sentire e a esprimere  la tua rabbia. Incoraggia ad essere totali, a non reprimere le sensazioni. Per avere accesso alle dinamiche dell’aggressione, quando questo è necessario.

TIGRE –  Potere, passione, conoscenza. Favorisce la concentrazione e sviluppa il potere personale. Permette di muoversi senza paura nella realtà circostante, affrontando se necessario situazioni o scelte difficili. Mette in contatto con le energie fisiche e istintuali; liberando il nostro corpo emozionale dalla sua gabbia,  risveglia le passioni favorendo una libera espressione della sessualità.

Topo (Luch): Il topo è spesso citato nel folklore celtico. Il topo rappresenta i segreti, l’astuzia, la timidezza e la capacità di nascondersi nei momenti di pericolo.  La sua comparsa spesso segnala la necessità di prestare attenzione ai piccoli dettagli.

Toro (Tarbh): Animale comunemente  raffigurato nella mitologia celtica, il toro è simbolo di forza e virilità.  In alcuni rituali divinatori era richiesto il sacrificio di un toro bianco.  Nel racconto del Tain Bo Cuilgne , due speciali tori sono ambiti da due governanti. Il toro raffigurava anche la fecondità e la potenza maschile.

TUCANO –  Espressione, auto-immagine, visibilità. Ti aiuta a esprimere la tua originalità e soddisfa il tuo bisogno di essere visto e considerato nel tuo ambiente sociale. Alimenta la tua autostima equilibrando le percezioni che hai di stesso, riguardo alla comunicazione, al tuo aspetto fisico e al bisogno che hai di attrarre l’attenzione degli altri.

Unicorno (Briabhall): Questo mitico animale aveva il corpo di un cavallo bianco, le gambe di un antilope, e la coda di leone; aveva inoltre un solo corno sulla testa.  E ‘il simbolo del potere supremo della magia. Insegna che ogni azione è una creazione e che ogni giorno è come una vita a se stante.  Aiuta anche a capire il rapporto tra realtà fisica e spirituale.

Volpe (Madadh-Ruadh, Sionnach): Nella tradizione celtica rappresenta la scaltrezza e la capacità di far perdere le proprie tracce. Permette anche di  vedere le motivazioni e i movimenti degli altri, pur rimanendo inosservati.

VOLPE – Mimetismo. Ti aiuta a scivolare nelle situazioni, senza essere visto quando è necessario. Supporta lo sviluppo dell’indipendenza di pensiero. Ti incoraggia a trovare nuove soluzioni, per spezzare le catene del condizionamento e per trovare la tua strada.

ZANZARA – Suono primordiale.  Il suo ronzio sottile, ma persistente ti aiuta a sintonizzarti con la vibrazione primordiale dell’universo. Sostiene la tua fragilità e la incanala verso forme di instancabile altruismo. Conferisce la tenacia e la caparbietà necessaria per raggiungere le mete più ambiziose.

ZEBRA – Per l’integrazione degli opposti all’interno di se stessi. Ti aiuta a non vedere solo in termini di bianco e nero. Per vedere la verità dietro a ciò che potrebbe sembrare una maschera. Sostiene il tuo diritto di essere diverso dagli altri e favorisce il mantenimento dell’individualità nei gruppi.

sabato, 07 marzo 2009

Belenos

Ecco una ricerca sul Dio Belenos:

 TRATTO DA   : Il Dio Belenos Articolo di Asgard

- Belenos -

E' un importantissimo Dio della tradizione celtica corrispondente all' Apollo classico.
Il culto è dimostrabile in Gallia, soprattutto nel sud, nell'Italia del nord, nelle Alpi orientali e come tracce in Britannia.
Tertulliano lo eleva a grande dio dei Norici e Herodian osserva in modo leggermente tendenzioso che Belenius ad Aquileia "sarebbe stato spacciato per Apollo".
Conosciuto in Irlanda in Britannia e nelle Gallie è chiamato con diversi nomi: Bel, Belinos, Beli (marito della dea Don, padre di Lludd e Llefelys e dio della vita e della morte, talvolta chiamato Beli Mawr e Bile (che in gaelico significa «grande albero sacro»).

Definito «Padre degli dèi e degli uomini» (e marito della dea Dana), la cui radice
ha il significato di «brillante».
Numerosi sono i toponimi europei che risalgono a questa divinità luminosa come Mont Belenos, oggi Mont St.Michel in Bretagna, Bellun in Valle d'Aosta, Belluno in Veneto.
Belenos "lo splendente, chiaro, lucente" possedeva probabilmente alcune componenti del sole, dell'acqua che gli davano degli attributi di guarigione, Belenos è anche un dio della medicina con attributi solari e come a tutti gli dèi celtici con tali caratteristiche anche a Belenos venivano dedicate figurine di cavalli.

Nella tradizione celtica gli viene dedicata la festa di Beltane (l° maggio).
Si trova un suo soprannome in Artepomaros, "colui che possiede un grande cavallo". 
Anche dopo l'avvento del potere romano continuò a essere venerato col soprannome di Belenus.
La sua figura sopravvive anche durante il cristianesimo, trasformato in San Bonnet e invocato dai pellegrini per le cure di diverse malattie.

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TRATTO DA WIKIPEDIA:

Belanu, Divinità protoceltica della luce (dal protoindoeuropeo bel, luce), uno dei maggiori e più influenti tra gli antichi Dei europei per il quale si eseguivano sacrifici e riti collegati ai solstizi e perciò ai cicli solari dell'anno. Alcuni lo hanno accostato al dio Apollo della cultura mediterranea. La sua compagna era Belisma, Dea del fuoco. Il grande pubblico conosce i nomi di Belanu e Belisma grazie ai fumetti di Asterix, in cui compaiono molte volte le esclamazioni "Per Belenos!" e "Per Belisama!".

Epiteti

  • Belanos
  • Belemnus
  • Belenos
  • Belenus
  • Beli
  • Belinos
  • Belinu
  • Belinus
  • Bellinus
  • Belus

Culto

Adorato dai Liguri, Iberi, Celti continentali ed insulari era noto per la sua influenza sulla luce solare e di conseguenza sull'agricoltura, sulla stagionalità, sulla temperatura, sull'allevamento ed in pratica su ogni attività umana dell'epoca protostorica europea. Iscrizioni con il suo nome sono state rinvenute a sud dalla Gallia sia cisalpina che transalpina e dall'Illiria fino alle isole britanniche a nord.

Ricorrenze

Alcuni miti celtici sembrano derivare dall'antico culto di questa divinità della luce, come ad esempio le feste rituali Beltane o Ostara, forse poi divenute la Pasqua cristiana (confrontare l'inglese easter e ostara), che vengono celebrate in primavera o per l'inizio della stagione luminosa, per ricordare la rinascita del Dio della luce. Durante queste feste i druidi compivano alcuni rituali con falo' e fuochi.

Per contro, la ciclica morte del Dio della luce veniva ricordata con feste come Yule o Imbolc, intorno alla fine di dicembre e forse poi divenuto il natale cristiano, con riti corredati da piante sempreverdi (confrontare albero di natale e sempreverde) per sottolineare la simbologia della vita che continua, anche durante la morte della luce nel solstizio d'inverno.

Tradizioni

La tradizione endemica europea di accendere fuochi e falo' in occasione di festività primaverili o legate ad equinozi e solstizi è la traccia indelebile degli antichissimi riti legati al Dio Belanu. Viene spesso incontrata questo tipo di festività nelle zone rurali che tipicamente sono più legate alla ciclicità della luce naturale e che più attingono alle tradizioni come queste che affondano radici nella notte dei tempi protostorici se non addirittura preistorici. Per i molti riscontri analizzabili, queste festività dedicate a Belanu potevano essere ciò che poi è stato conosciuto come il Beltane celtico, la festività più importante di queste culture.

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TRATTO DA SuperEvaGuide :

Belenos, il grande Dio Celtico del Sole

Tutto o quasi su Beleno, il grande Dio celtico, e su Belisama: parte 1a

BELENOS (BEL o BELENUS o BELINUS) Beleno (Belin)

 

Belenos = lo splendore, il pulito, il dio del sole

(Galli) Epiteto dell’Apollo dei Galli. Il Dio è collegato al fuoco come elemento trasformatore. .Dio della luce, protettore delle pecore e del bestiame. Sua sposa è la dea Belisama. Sono figure assimilabili alle divinità classiche Apollo e Minerva. Assimilabile al Dio irlandese Lugh, e al Dio Gallese Llew.

Beleno (Belin) è il Dio solare e luminoso, protettore delle pecore e del bestiame, ed è ritenuto uno degli antichi dei celtici più diffusi in Europa. Il poeta gallo-romano Ausonio di Bordeaux nel VI sec d. c. afferma che anche a Bordeaux, oltre che ad Aquileia e in altre zone d’Europa, c’era un tempio dedicato al Dio Beleno.

BELISAMA o Belasama (Britanni) È la dea “molto brillante”, epiteto dato alla Minerva gallica. Dea del fiume Ribble presso le tribù britanne. Sposa di Beleno. Belisama = la dea splendente, la luna.

Beltaine

 

Beltine. Questa parola è celtica e significa “fuoco” e viene collegata al dio Beleno, venerato nella Gallia sud-orientale, in Italia settentrionale, nel Norico. In Friuli è stata chiaramente individuata: sono state contate 54 epigrafi scoperte in Aquileia [vedi http://www.archeologhia.com/CIL/txt/Inschriften/cil05/insaqu-1.txt ] e dedicate al dio Beleno (I-III secolo dell’impero), altre epigrafi sono state rinvenute a Barbana, nella Laguna di Grado, a Concordia e a Zuglio in Carnia.

(Tratto da: Tito Maniacco, Storia del Friuli, Newton Compton editori, 1985)

La festa di Beleno.

 

È una delle quattro feste dell’anno celtico e si svolge il 1° maggio. Significa letteralmente “fuoco di Bel”. In questo giorno giunsero i diversi invasori dell’Irlanda, secondo le cinque invasioni descritte nel Libro delle Conquiste. La festa è carica di simbolismi solari e ignei. In questo giorno venivano bruciati i fantocci antropomorfi in vimini pieni di vittime umane. Esso segna l’inizio del ciclo diurno e solare, il momento in cui il bestiame si avvia al pascolo. È parimenti una festa sacerdotale della massima importanza, in cui il re supremo d’Irlanda riaccendeva il fuoco sacro insieme ai suoi druidi e che veniva festeggiata con giochi e banchetti. Chi avesse osato riaccendere il fuoco prima del re sarebbe morto immediatamente, cosa che san Patrizio fece impunemente, determinando così molti a convertirsi al cristianesimo.

Beltane (la notte che precede l’alba del il 1° Maggio) è la festa dedicata al “Fuoco di Bel” come dice il nome, che richiama il Belenus Gallico, dio della Luce, segna la fine dell’Inverno e l’inizio dell’estate. Con l’annuncio della buona stagione, Beltane, per un popolo guerriero come i Celti, segnava anche l’inizio delle scorrerie e delle glorie d’armi.

http://www.keltia.it/testi/celti/tempotx.htm

 

Beleno ad Aquileia

 

Beleno è una divinità panceltica, il cui culto è sempre associato alle acque, ai complessi termali, alle pratiche di medicina e all’oracolo. Beleno è il dio della rinascita.

Esiste un profondo legame tra Aquileia e il culto di Beleno, tanto che si può affermare che questa doveva essere la principale divinità aquileiese. Tra l’altro Aquileia non era nuova a sincretismi culturali, data la sua posizione chiave - fin dall’epoca preistorica - nel crocevia tra l’area altoadriatica ed il mondo norico, retico, pannonico, danubiano.

Nel 238 d.C. i soldati dell’imperatore Massimino cingono d’assedio Aquileia: la città è stremata ma non cede. Ascoltiamo il racconto di Erodiano:

Questo si diceva del resto all’inizio della guerra: che [gli aquileiesi] erano rimasti fedeli perché dentro la città c’erano molti che si occupavano dell’altare del sacrificio ed erano esperti di lettura del fegato, e annunciavano i sacri auspici; gli italiani infatti credono moltissimo in questo tipo di indagine. E diversi responsi dicevano che il dio protettore della terra prometteva la vittoria. Chiamano questo [dio] Beleno, e lo venerano grandemente; pretendendo che sia Apollo. Dicevano alcuni dei soldati di Massimino che la sua immagine era apparsa spesso nell’aria combattendo sopra la città.

Un’altra fonte riporta una versione simile:

Assediando dunque Aquileia, Massimino mandò ambasciatori in quella città: ai quali il popolo forse avrebbe dato retta, se non si fossero opposti Menofilio e l’altro console, dicendo anche che il dio Beleno per bocca degli aruspici aveva risposto che Massimino doveva essere sconfitto. Per cui si dice che anche dopo i soldati di Massimino si vantavano che Apollo doveva aver preso le armi contro di loro, e che quella non era stata la vittoria di Massimo o del senato, ma la vittoria degli dèi.

Il culto di Beleno pare attestato sino al VI secolo dopo Cristo in area aquileiese. E’ un dio legato all’acqua e al tema della rinascita: e il culto in area aquileiese di San Giovanni Battista, attestato anteriormente all’anno 390, può forse essere considerato una derivazione sincretistica di quello del dio celtico. Beleno è inoltre il dio della luce, del sole, della conoscenza, come Apollo. Ma anche come Mithra o Cristo, ambedue ben presenti nel mondo aquileiese.

http://www.celtifriuli.it/belenaq.htm

 

Dunque nel 238 d.C. vi fu la difesa di Aquileia dall’assedio di Massimino il Trace, imperatore barbaro eletto in campo di Marte. In Aquileia infatti viveva la resistenza fedele al Senato romano e per 22 giorni l’impetuosità e la forza fisica dei Celto-Karni affiora in città tanto che i cittadini resistono al forte esercito di Massimino. Erodiano racconta che il dio Beleno era stato visto combattere sulle mura insieme ai suoi devoti.

Il culto del dio Beleno era da secoli il fulcro della religiosità dei Karni, assiema ad un nutrito pantheon di divinità che sempre hanno contraddistinto la vita mistica dei popoli celtici. Beleno (Belin) è il dio solare e luminoso ed è ritenuto uno degli antichi dei celtici più diffusi in Europa. Il poeta gallo-romano Ausonio di Bordeaux nel VI sec d. c. afferma che anche a Bordeaux, oltre che ad Aquileia e in altre zone d’Europa, c’era un tempio dedicato al dio Beleno. I Romani lo paragonavano ad Apollo.

Nella Carnia era molto radicato anche il culto del dio Ogmios, il dio che guida le anime nell’aldilà, il dio campione; esso raffigura l’aspetto oscuro della divinità suprema e dai Romani venne identificato con Ercole, come colui che interviene in prima persona nelle vicende dei Celti rendendo sicura la via delle Alpi.

297-297 d.C.Soggiorno di Diocleziano e Massimiano, che offrono dediche al dio Beleno, nume tutelare di Aquileia.

Questo periodo è legato all’ultima persecuzione contro i cristiani, che fu a lungo ricordata perche’ diede dei martiri anche in Aquileia nel 303-305. La presenza degli Augusti segna l’ultimo atto di venerazione a Beleno, che si inginocchiarono di fronte al Dio celtico, in antitesi al cristianesimo ed in omaggio al culto tradizionale.

Il dio solare Beleno diventa Belinus Augustus, il nume tutelare di Aquileia. (Non si tratta di un caso raro: nell’olimpo di Roma trovarono posto gli dei egiziani ed etruschi).

Chiesa di San Martino alla Beligna

A quasi due chilometri a sud di Aquileia, sul lato sinistro della strada che porta a Grado, su di una leggera ma vasta altura ritenuta antico cordone litoraneo (ma da recenti indagini è risultata duna sabbiosa di origine fluviale - probabilmente afferente all’antico Isonzo-Torre-Natisone) denominata Alt di Beligna, sorgeva L’abbazia di S.Martino.

Il toponimo Beligna è in evidente relazione alla nota divinità indigena celtica di carattere solare e quindi purificatrice e salutare: Beleno, che era, tra l’altro, il nume tutelare di Aquileia. La località ha restituito diverse dediche a questo nume celtico, tra cui quella degli imperatori Diocleziano e Massimiano poste evidentemente nel tempio che qui sorgeva.

http://www.praxisfriuli.it/li%20glesiis/Martino.htm

 

Beleno a Gorizia

 

Un tempo i nati con la camicia erano destinati a diventare Benandanti.

Erano uomini e donne che si radunavano, ad ogni passaggio di stagione, armati di mazze di finocchio per combattere i Malandanti, stregoni armati di canne di sorgo.

Non e’ chiaro se questi combattimenti avvenissero realmente o fossero dei rituali, certamente i benandanti si battevano per difendere la fertilita’ ed i frutti della terra, difendendo la prosperita’ della comunita’ dal destino avverso.

C’e’ chi vuole vedere in queste figure il rinnovarsi di riti antichi legati al dio Beleno, per assonanza con il nome “benandant” o “belandant”, ipotesi certamente suggestiva…

Comunque sia, si dice che i benandanti nel bosco si accomopagnino agli sbilfoni.

http://web.genie.it/utenti/w/walah.fridus/benandanti.htm

 

Beleno a Zuglio (Iulium Carnicum)

 

Vi è una ‘epigrafe che parla della riedificazione, avvenuta verso la fine della repubblica, di un tempio a Beleno. Quest’epigrafe, tra quelle del dio a noi note, è una delle più antiche. “Se già alla fine della repubblica si provvide a rifare il tempio del dio, è ovvio concludere - osserva giustamente il Brusin - che a Zuglio il culto di Beleno fosse radicato da antica data. Ne è casuale la presenza di questa bella epigrafe, purtroppo mutila, nel cuore della Carnia, giacché Beleno, per giudizio che si può dire concorde degli studiosi, è considerato per l’appunto una divinità di origine carnica” (G. BRUSIN, Beleno. il nume tutelaci di Aquileia, in Aquileìa Nostra, X, 1939, col. 2). Tale lo considera anche il Chilver (G. E. F. CHILVER, Cisalpine Gaul. Oxford, 1941, p. 191), e il fatto che Tertulliano parli di Beleno come divinità norica è stato. spiegalo (3) con la supposizione che Tertulliano avesse scambialo le contrade, tra loro contigue, della Carnia e del Norico o che comunque vi si fosse espresso inesattamente. Forse invece Tertulliano ha pensato al Norico perché il paese era abitato da popolazioni celtiche.

Dove sorgesse questo tempio, già alla fine della repubblica ricostruito con tanto fasto, non sappiamo con sicurezza, ma non esiterei a identificarlo con quello di cui vediamo ancor oggi le vestigia al centro del foro (4).

http://www.univ.trieste.it/~zuglio/all/zuglio/reprint/l-moro/moro.testo.citta.html

 

L’iscrizione: http://www.univ.trieste.it/~zuglio/all/jpg/romani.fvg.zuglio.iscrizioni.magistri.html

 

Beleno a Cividale (Ud)

 

Stautetta di Beleno

http://www.regionefvg.com/storiafriuli/02celti/beleno.htm

 

Beleno a Montecretese (Val d’Ossola)

 

Montecretese. Si lascia la macchina dopo il bivio per Alloggio davanti alla chiesa della Madonna di Vignale. Da qui si torna indietro a piedi e si percorre la prima strada sterrata che si trova sulla sinistra. Dopo circa duecento mentri passata un terrazzamento di sassi si gira a destra inoltrandosi nella boscaglia fina ad un altro terrazzamento, si tiene la destra e si aggira la motta fino a ritrovarsi sulla parte sinistra in un pianoro dove si estende un prato incolto. A sinistra avremo un muro megalitico di età antichissima, al centro del muro si apre una camera a volta anticamente usata per seppellire i defunti. Nella tradizione celta questo tipo di camere interne ai muri megalitici servivano per la sepoltura di personaggi illustri, in quanto era diffusa la credenza che dopo sette anni le rocce avessero assorbito l’energia del morto e il luogo potesse essere utilizzato con una funzione propiziatoria anche nei confronti delle gestanti.

All’inizio del prato è possibile ammirare su due file dei menhir, questo luogo era con tutta probabilità legato al culto del sole e all’adorazione del dio Belenos, il cui culto risale all’epoca del megalitismo ed è una delle divinità più antiche, dio pastore, guaritore e protettore delle acque termali (una fonta termale è presente anche in Val d’Ossola).

http://digilander.libero.it/cronos74/stregoneria2/domodossola.htm

 

Beleno a Venezia

 

ANNO 60 a.C.

Sulla religione l’azione della cultura romana non riuscì ad offuscare gli antichi culti: su tutti prevaleva il dio Beleno, forse di origine gallo-carnica, ma era vivo anche quello della Fonte del Timavo e di alcune divinità fluviali (Aesontius) e boschive (Silvanus). Naturalmente poi si aggiunsero quelle romane (Mars. Mercurius, ecc

http://www.cronologia.it/mondo36a.htmNon è un caso se l’antico nome di Belluno è tradotto “Città Splendente”, con riferimento non solo alla divinità celtica Beleno, dio del Sole, ma anche alle chiare acque che la lambiscono (Beleno era protettore delle acque).

 

Beleno e Belluno

 

http://www.ascuola.it/dovesiamo.htm

 

Beleno a BiellaIl toponimo “Biella” deriva da “Belenus” oppure da “Bhel” che significa splendente

 

“Biella” da Bugella Civitas ma anche da BELENUS, Dio gallico del Sole

http://www.biellaclub.it/_cultura/storia/Yule.htm

 

Bugella Civitas - Antico nome della città di Biella. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è di origine latina ma latinizzato in tempi successivi. Secondo alcuni studiosi la “g” doveva essere pronunciata in modo tale che suonasse come “bujella”; secondo altri il nome potrebbe invece derivare da “Bruticella”, come veniva chiamata un’antica dimora romana.

Ci sono poi altre versioni che vogliono il nome derivante da “Betulla” (”Biolla” nel dialetto locale), oppure “Biel” (dio celtico della vegetazione) e infine da “Bag” (o “Bhag”) che nell’antica lingua indo-europea significava faggio, albero diffuso sui monti e sulle colline biellesi. Non a caso l’albero di faggio campeggia nello stemma della città.

http://www.encyclopedia.it/b/bu/bugella_civitas.html

 

Poco dopo il paese di Campiglia, nella Valle del Cervo, a 1020 metri d’altezza sorge il Sacro Monte di Andorno che ospita il Santuario di San Giovanni Battista. L’origine di questo luogo sacro è sconosciuta: attorno al Simulacro del Santo, trasportato qui in tempi antichi e venerato in una grotta naturale dove fu trovata miracolosamente la statua dell’apostolo. La statua fatta risalire al 1500 (ma che, forse, ha origini remotissime) è venerata in una “Balma” o “Barma” che, in celtico significa proprio “riparo sotto la roccia”.

Dopo lo sfaldamento dell’Impero Romano il luogo sacro venne cristianizzato come dimostra il toponimo del rio Bele a monte del Santuario, probabile sito di un culto dedicato a Belenos, divinità pastorale, cui era dedicata la festa di Beltaine, ai primi di maggio, Fuoco di Bel (o “grande fuoco”) che rieccheggia i fuochi tradizionali di San Giovanni, presenti in Piemonte e in altre regioni, dove rivestono significato e importanza particolari. La festa di San Giovanni coincide concretamente col solstizio d’estate.

http://web.tiscali.it/salussola_biellese/santuariosangiovanni.htm

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martedì, 07 ottobre 2008

Esoterismo

Ho deciso di parlare di esoterismo, dell'accezione reale del termine, perchè m'è oramai ben nota la scarsa comprensione di questa parola, sepolta sotto parecchi strati di (a me incomprensibile) pregiudizio. Oggi parlavo con una persona e abbiamo detto pochissimo, nessuno dei due s'è inoltrato e dilungato sull'argomento, abbiamo solo asserito entrambi che l'ignoranza del mero e semplice significato di questa parola fa sì che cresca la paura nei suoi confronti. Urge quindi rimedio, e nel mio piccolo intendo fare la mia parte. Non ho intenzione di confondere troppo le acque quindi metterò solo quello che si può trovare su wikipedia e poco altro ancora, appena avrò pronto uno studio che mi soddisfi maggiormente ve lo pubblicherò.

...Al termine "esoterico" vengono spesso attribuiti significati impropri, talvolta collegati a concezioni primitive di veggenza mistica o di magia, dimenticando l'etimologia stessa della parola ed il suo significato, appunto, etimologico. Esoterico significa: "interiore". Ed esoterica è dunque quella indagine che impone di cercare la verità unicamente nella profonda intimità della propria coscienza...

ESOTERISMO da WIKIPEDIA...

Esoterismo è un termine indicante genericamente le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli adepti, ai quali è riservata la possibilità della rivelazione della verità occulta, del significato nascosto.

ETIMOLOGIA E SENSO COMUNE DEL TERMINE

Il termine deriva dal greco esoterikos, interno. Nel linguaggio filosofico, il termine "esoterico" caratterizza l'insegnamento riservato dagli antichi filosofi greci, specialmente da Pitagora e Aristotele ai soli discepoli, in contrapposizione ad exoterico, con il significato di "esterno", destinato cioè ai profani, ovvero a quanti non erano iniziati alla comprensione del linguaggio degli adepti. Exoteriche erano definite le lezioni della scuola peripatetica di più facile ascolto, da cui l'attributo passò poi alle opere aristoteliche destinate al grosso pubblico.

DEFINIZIONE ACCADEMICA DI ESOTERISMO

Nel 1992 Antoine Faivre, titolare della cattedra di "Storia delle correnti esoteriche nell'Europa moderna e contemporanea" all'EPHE di Parigi, ha proposto la prima definizione storico-religiosa della nozione di esoterismo. Secondo Faivre,[1] il quale metodologicamente circoscrive la sua analisi all'ambito delle correnti moderne e contemporanee dell'Occidente, è esoterica ogni dottrina e forma di pensiero che si basi sui quattro principi seguenti:

  1. l'esistenza di una corrispondenza analogica tra il microcosmo e il macrocosmo (l'uomo e l'universo sono l'uno il riflesso dell'altro);
  2. l'idea di una natura viva, animata;
  3. la nozione di esseri angelici, di mediatori tra l'uomo e Dio, ovvero di una serie di livelli cosmici intermedi tra la materia e lo spirito puro;
  4. il principio della trasmutazione interiore.

A questi quattro principi fondamentali vanno aggiunti i due seguenti, considerati complementari:

5. la pratica della confluenza delle fonti dottrinali;
6. il principio della trasmissione iniziatica.

È evidente che a tali criteri corrispondono le maggiori espressioni di quello che comunemente viene chiamato "esoterismo" occidentale, quali l'alchimia, la cabala, l'ermetismo, la teosofia. I criteri di Faivre però lasciano fuori dalla nozione di esoterismo la maggior parte delle correnti new age e neopagane, come pure le tradizioni massoniche e le tante correnti mistiche minoritarie, occidentali ed orientali, che hanno contribuito a fondare l'esoterismo contemporaneo. Per tale motivo (cioè per il fatto che tali criteri siano poco "comprensivi"), la criteriologia di Faivre è stata criticata da altri storici delle religioni, per esempio Kocku Von Stuckrad, e da storici delle tradizioni magiche occidentali, come Giordano Berti. Ciò nonostante, essa resta un punto di riferimento centrale per tutti coloro che si interessano seriamente di esoterismo e vogliono studiare quest'ultimo dal punto di vista storico-religioso.

DEFINIZIONI NON SCIENTIFICHE

Ogni autore di letteratura esoterica è detentore di una propria definizione del termine "esoterismo" (termine di coniazione piuttosto recente, dato che appare per la prima volta in una lingua moderna, il francese, nel 1828). Ognuno di essi indentifica l'esoterismo con una nozione particolare, dilatandone o restringendone il campo semantico a seconda delle proprie esigenze.

Per Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della Società Teosofica (1875), l'esoterismo è una "Dottrina Segreta", una sintesi di tutte le filosofie, di tutte le religioni, capace di svelare gli arcani dell'Universo e dell'Assoluto.

Per Rudolf Steiner (1862-1925), fondatore dell'antroposofia, l'esoterismo è una "scienza spirituale", un'investigazione dei mondi soprasensibili attraverso le facoltà della chiaroveggenza.

Per René Guénon (1886-1951) l'esoterismo è innanzitutto la "Tradizione Primordiale", ossia una dottrina metafisica universale la cui trasmissione si effettua soprattutto attraverso il linguaggio dei simboli. Secondo Guénon il contenuto di tale dottrina metafisica è reperibile, sebbene in forma alterata, nelle varie tradizioni religiose della storia, e più precisamente nel loro versante "esoterico" (la cabala per l'ebraismo, il taoismo per la religione cinese, il sufismo per l'Islam).

Per Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986) lo scopo dell'esoterismo o scienza iniziatica è quello di insegnarci a trasformare i nostri desideri inferiori e di entrare in comunicazione con il mondo divino per perfezionarci e aiutare tutta l’umanità. Secondo Aïvanhov, certe scienze quali l'alchimia, la magia, l'astrologia e la Cabala sono di difficile approccio e per capirle bene è consigliabile iniziare a studiarle nell'uomo, nelle sue attività quotidiane. Nel cibo troviamo l'alchimia, nella respirazione l'astrologia, nella parola e nel gesto la magia e nel pensiero la Cabala. Lo studio dell'esoterismo, precisa questo autore, non può essere separato dalla vita quotidiana.

L'ESOTERISMO OCCIDENTALE E LA RICERCA ACCADEMICA

È a partire dal secondo dopoguerra che gli storici delle religioni iniziano a prendere in esame i diversi ambiti della tradizione esoterica occidentale, fino ad allora ignorata dalla ricerca accademica.

Vengono così forniti contributi scientifici di rilievo, grazie ai quali si inizia ad apprezzare l'importanza quantitativa e qualitativa del corpus esoterico occidentale. Tra i maggiori artefici di questa svolta si devono menzionare Mircea Eliade per l'alchimia e lo sciamanesimo (Le Chamanisme et les techniques archaïques de l'extase, Paris, 1950; Forgerons et alchimistes, 1956), Gershom Scholem per la cabala ebraica (Major Trends in Jewish Mysticism, 1941), François Secret per la cabala cristiana (Les Kabbalistes chrétiens de la Renaissance, 1964), Frances Yates per l'ermetismo e il neoplatonismo del Rinascimento (Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, 1964; The Occult Philosophy in the Elizabethan Age, 1979), Alexandre Koyré per la mistica e la teosofia tedesche (Mystiques, spirituels, alchimistes du XVIe siècle allemand, 1970), Charles Puech per lo gnosticismo e il manicheismo.

Tale fioritura di studi rese necessaria la creazione di una disciplina scientifica nuova, che si facesse carico di studiare l'esoterismo occidentale in quanto fenomeno storico-religioso a sé stante.

L'impulso alla costituzione di tale disciplina fu dato a Parigi, all'Ecole Pratique des Hautes Etudes, da François Secret, titolare fin dal 1965 della cattedra di “Storia dell’esoterismo cristiano”. A Secret successe nel 1979 Antoine Faivre, sotto la cui direzione la cattedra mutò nome, prendendo il titolo di “Storia delle correnti esoteriche e mistiche nell’Europa moderna e contemporanea”. [2].

Nel 2002, con l’arrivo all’EPHE di Jean-Pierre Brach, il termine “mistiche” fu soppresso, e l’esoterismo divenne l’unico oggetto di studio della disciplina, i cui quadri concettuali portanti erano stati precedentemente definiti da Faivre in alcune importanti pubblicazioni. La fecondità di tale indagine scientifica è confermata dalla creazione di numerose cattedre in altri paesi, tra cui quella di Amsterdam (1999) e quella di Exeter in Inghilterra (2006).

DOTTRINE, OPERE ED AUTORI DELL'ESOTERISMO OCCIDENTALE

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venerdì, 15 agosto 2008

Spostamenti dei celti

Galati Da Wikipedia.

Il Galata Morente, statua romana rappresentante un guerriero celtico sconfitto con il collo ornato da un torque; è conservata ai Musei Capitolini di Roma
 
Il Galata Morente, statua romana rappresentante un guerriero celtico sconfitto con il collo ornato da un torque; è conservata ai Musei Capitolini di Roma

I Galati, chiamati anche Galli dai Romani, erano una popolo celtico che prese parte alle spedizioni celtiche nei Balcani del III secolo a.C. e che si stanziò dapprima in Tracia e in seguito nella regione che da loro prese il nome di Galazia. La Galazia, detta anche Gallia dell'est o Galizia anatolica, era un regione storica che si trovava nell'odierna Turchia nei dintorni dell'attuale capitale turca Ankara, allora capitale della Galazia col nome di Ancyra.

I Galati erano noti come guerrieri valorosi, molto rispettati sia dai Greci che dai Romani.

Subirono un processo di parziale ellenizzazione da cui si salvò in parte la lingua: fonti greche[1] attestano infatti la sopravvivenza del loro idioma, il galato, una variante del gruppo linguistico celtico, fino al IV secolo. Solo dopo dovette compiersi la completa ellenizzazione linguista di questo popolo.

Nel Medioevo furono assimilati dai Greci e dai Turchi.

Alcuni autori rinascimentali (tra cui Bacone) li definirono Gallo-Graeci.

Spedizioni celtiche nei Balcani

Le spedizioni celtiche in Grecia e nella penisola balcanica furono una serie di movimenti geopolitici e militari, ben attestati da fonti greche e confermati dai ritrovamenti archeologici, che, tra l'ultimo scorcio del IV e i primi decenni del III secolo a.C., determinarono la penetrazione di ondate di Celti nella Penisola balcanica fino al cuore della Grecia, a lambire le porte del centro del panellenismo, il recinto sacro di Delfi.

Rappresentazione schematica dei movimenti di popoli e truppe durante la Grande expédition celtica in Grecia. 
Rappresentazione schematica dei movimenti di popoli e truppe durante la Grande expédition celtica in Grecia.

Il retroterra storico che favorì le invasioni celtiche nella penisola va ricercato nel mutato quadro degli equilibri europei: la civiltà celtica, al suo apogeo, sperimentava una fase di larghissima espansione proprio mentre sul territorio italiano si registrava l'ascesa politica di Roma; più vulnerabile era quindi il mondo ellenico, alle prese con la problematica e confusa successione ad Alessandro Magno.

Le incursioni nella penisola balcanica, potenzialmente destabilizzanti, sortirono conseguenze politiche effimere: le egemonie spesso non si consolidarono o addirittura, come nel caso di Delfi e del Regno di Macedonia, non si concretizzarono neppure; laddove presero piede, come nel regno di Tylis o in Tracia, furono di breve o brevissima durata.

L'unico effetto duraturo fu l'enclave dei Galati negli altopiani dell'Anatolia centrale; ma la vicenda di questo popolo, pur importante ed emblematica, ebbe un peso abbastanza marginale nella successiva storia del Mediterraneo.

L'effetto perturbativo generato da quelle invasioni ebbe un ruolo nel condizionare le dinamiche politiche che erano in atto in quel nascente aggregato politico culturale che sarà il mondo ellenistico.

Importantissime e durature furono invece le conseguenze culturali. I rapporti che i Celti instaurarono con il Mediterraneo, e gli interscambi che ne derivarono, aprirono la Cultura di La Tène all'assimilazione selettiva e alla rielaborazione, mai passiva, di elementi provenienti dal mondo ellenistico e cartaginese. Il fenomeno evolutivo, oltre che nel campo artistico e artigianale, incise profondamente nella sfera economico-sociale: ne sono esempi, in particolare, la diffusione della moneta, secondo modelli mediterranei, e alcuni aspetti dell'organizzazione amministrativa e urbana, che andò progressivamente modellandosi su una più complessa topologia reticolare.

L'assimilazione e la persistenza di modelli mediterranei è testimoniata da stateri come questo, ispirato alla monetazione macedone, con legenda ed effige (idealizzata?) di Vercingetorige, o Apollo- emesso durante la celebre rivolta del 52 a.C. 
L'assimilazione e la persistenza di modelli mediterranei è testimoniata da stateri come questo, ispirato alla monetazione macedone, con legenda ed effige (idealizzata?) di Vercingetorige, o Apollo- emesso durante la celebre rivolta del 52 a.C.

Paradossalmente, fu proprio questo processo di trasformazione verso relazioni e forme urbane più evolute, a rendere più facile la successiva conquista militare romana. Inoltre, l'incorporazione selettiva e l'elaborazione non passiva di elementi culturali mediterranei favorirono l'assimilazione romana successiva alla conquista, assecondando le vocazioni continentali di quella che sarebbe stata la grande struttura politica dei secoli a venire, l'Impero romano.

INSOMMA POSSIBILE NON RIESCA A TROVARE FONTI CIRCA IL PASSAGGIO DEI CELTI AL SUD ITALIA?

Curiosità di: EilanthaDelTor della categoria: storia, celti
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